martedì 19 giugno 2012

Tradizione dell'olio extravergine d'oliva

L’olio di oliva questo toccasana della cucina italiana. Se poi è extravergine ogni considerazione diventa superflua. L’ulivo, possiamo dire senza tema di smentita, è il re della macchia mediterranea, si presenta come un albero sempreverde elegante dai tratti contorti, nodosi, spesso scavato nel tronco per la sua vetustà.

E’ risaputo che una pianta può durare secoli e i suoi frutti , le olive,continuano a dare il prezioso liquido l’olio di oliva. Come tutte le cose preziose l’estrazione dell’olio rappresenta fasi molto elaborate. Bisogna tenere ben presente che una pianta per poter dare buoni frutti va curata sapientemente.

E’ soggetta a periodiche potature per mantenere l’albero sempre in forma, i rami in eccesso vanno eliminati per consentire una adeguata areazione, va mantenuta ad una certa altezza dal suolo, se la pianta va molto alta perde la forza necessaria e la produzione sarà più modesta. A novembre di ogni anno, i frutti sono pronti per essere raccolti, il contadino li guarda ed è contento se l’annata è stata buona, ma gli si legge anche un certo fastidio, sa infatti che l’oro verde giallo della campagna gli comporta non pochi sacrifici per la raccolta. Le giornate sono corte e spesso piovose, bisogna sbrigarsi a raccoglierle.
 Il punto giusto per la maturazione è giunto. Più le olive stanno appese all’albero  più il grado di acidità aumenta se  vuole l’olio extravergine bisogna sbrigarsi . Mi ricordo che 50 anni fa quando ero piccolo file di donne del mio paese venivano chiamate ad aiutare durante il raccolto per un compenso spesso in natura e davvero misero se si pensa che ci si recava nei campi per guadagnare un quarto di litro di olio per ogni tomolo di olive raccolte!
 L’ideale sarebbe raccoglierle con le scale uno ad uno c’è chi lo fa e raggiunge l’eccellenza molti si accontentano di batterle col fruste molto flessibile e lasciare cadere le ulive nelle apposite reti messe preventivamente a terra attorno agli alberi e poi raccolte e messe bei sacchi a trame larghe per consentire un’adeguata areazione o in cassette rigorosamente di plastica, quelle di legno contribuiscono ad ammuffire il frutto - nel giro di massimo 48 ore esse giungono al frantoio e qui si incomincia a parlare di olio. Anticamente queste venivano frammentate lasciate a riposo, a decantare mentre il prezioso liquido affiorava e veniva raccolto e messo nei recipienti con gravi perdite di tempo e anche di olio perché la maggior parte si disperdeva con l’acqua e con la sansa.

sabato 26 maggio 2012

Investitura di Donato Oliverio vescovo in streaming

Per permettere di seguire la celebrazione a tutti, in modo particolare agli anziani e agli ammalati che troverebbero difficoltà a partecipare alla celebrazione che durerà circa 4 ore, per essere vicini agli emigrati arbereshe in tutto il mondo, la Cerimonia sarà trasmessa in diretta televisiva su TELEUROPA NETWORK - TEN e in streaming sul sito dell'Eparchia www.eparchialungro.it

mercoledì 23 maggio 2012

Vecchi e Giovani


Dopo il diluvio spunta il sole è stato sempre così, è legge di natura e la natura non sbaglia mai.Che significa che la vita si rigenera e più il diluvio è violento e più il sole sorge prepotente.
Il sole sono i giovani ,è tempo ormai che questi si approprino del loro ruolo che la natura assegna loro.
Sta già accadendo lo si legge attraverso le manifestazioni che si stanno verificando in questi ultimi giorni e in queste ultime ore. I segnali di cambiamento ci sono tutti, bisogna allungare la mano e coglierli. Non è possibile pensare che a trent’anni si è ancora giovani, noi riteniamo che anche a venti ci sia una certa maturità in grado di prendere anche decisioni importanti. Non è così per tutti ma per una parte certamente si e ci sono testimonianze storiche. Rivolgendo lo sguardo alle altre nazioni le persone a quarant’anni vengono chiamati a reggere le sorti delle nazioni, delle grandi aziende multinazionali ecc. Dalle ultime elezioni amministrative sembra che un nuovo trend stia prendendo piede.
In Italia come a San Benedetto Ullano si coglie il vento della modernità e del cambiamento, è inevitabile, l’aria fresca rigenera. 
Non vogliano tuttavia essere fraintesi, si può essere giovani e moderni sempre a prescindere dall’età anagrafica, le eccezioni ci sono sempre, così come si diventa vecchi senza essere transitati dalla gioventù.
Noi esprimiamo comunque rispetto e ringraziamo le vecchie generazioni, che comunque hanno dato una parte importante alla società, ma diversi farebbero bene ad iscriversi ad una scuola di ballo e fare le serate nelle discoteche, combinerebbero meno danni e staremo tutti più tranquilli
Se non è così ditelo voi in altro modo.

sabato 12 maggio 2012

Don Donato Oliverio è Vescovo

Il Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, l'Archimandrita Donato Oliverio, è stato nominato Vescovo della Chiesa di Lungro.

Di recente era apparso un articolo sul nostro blog sul fatto che il nostro parroco fosse in pole position per la nomina a vescovo. E così è stato.
clicca qui per leggere l'articolo.
A sua Eccellenza Donato Oliverio vanno i nostri più sentiti auguri di buon lavoro pastorale. Facciamo suonare le campane a festa per questo evento che arricchisce enormemente le nostre comunità arbresh.  

domenica 6 maggio 2012

Le streghe dette Magare

La santa inquisizione , come si sa , oltre agli eretici, colpì duramente anche le streghe, in quanto affiliate del diavolo.

Negli anni bui del medioevo ma anche in tempi non lontani roghi in cui venivano bruciate le streghe non si contavano più. In molte città italiane ma anche in Europa e in America, capitava spesso che le maggiori piazze, di notte venivano illuminate da giganteschi roghi dove venivano bruciate le streghe.

Ma in quante erano queste streghe? Dati le numerose esecuzione nel giro di pochi mesi avrebbero dovuto sparire. E invece no, ci viene da pensare che quelle donne bruciate non erano vere streghe perché dopo ogni rogo, il loro numero non diminuiva dati gli effetti che procurati sulla gente comune.

Le streghe sono furbe, sono creature diaboliche che non si lasciano prendere e posseggono anche il dono dell’immortalità.

Da noi le streghe sono dette magare  ed erano abbastanza presenti nel nostro territorio. Attualmente non si registrano episodi loro attribuibili ma sappiamo che esistono ancora. La loro sede sono le castagne di Finuzzo nel territorio di Marri, un po’ più a monte di mbari i vashsave. E’ qui che si riuniscono e celebrano i loro riti Esse durante il mese di marzo, al fiorire della noce di Benevento che è la loro capitale, diventano particolarmente attive.

La gente del nostro paese tuttavia conosce i modi per renderle innocue. Sa che le loro vittime sono soprattutto i bambini che esse possono ghermire mentre, nel cuore della notte tutti dormono.Un metodo molto diffuso è quello di mettere fuori della porta un setaccio il piu grande possibile perché le magare prima di introdursi nelle case, attraverso il buco della serratura, devono contare tutti i buchi che si trovano davanti. Il setaccio di buchi ne ha parecchi e quindi perdono molto tempo prima di averli contati tutti, intanto si fa giorno e queste perdono tutti i poteri e se ne tornano a casa senza la preda. Anche i coltelli e i cani hanno la loro efficacia.

Uso pratico: se vi dovesse venire sotto mano una magara la dovete afferrarla per i capelli, una parte molto sensibile del loro corpo, questa vi domanderà che cosa state tirando e, se voi le rispondete capelli, questa si scioglie e scappa via, si dilegua. Dovete dire invece: "corde di campane!" In qualche modo le campane evocano un argomento religioso, poi sono abbastanza solide sicchè non esiste modo di scappare e al mattino quando riacquista le sembianze umane, vi può capitare addirittura di conoscerla e avere la sorpresa ché può essere anche una vicina di casa e quindi pure amica.

Oggigiorno sarà che i tempi sono cambiati ma anche loro si sono adeguate al cambiamento, non preferiscono più i bambini che data la loro età non hanno niente, vogliono gente vecchia piena di...soldi.

lunedì 23 aprile 2012

La fontana di Croy i Bitrit

La fontana di Croy i Bitrit si trova a Marri in un posto molto freddo d’inverno e abbastanza fresco d’estate per via di una corrente che parte dalla montagna e attraversa la valle lungo il fiume che scorre nelle immediate vicinanze.

Sarà l’aria fresca della notte, sarà la particolare conformazione dell’area alle pendici di un monte e la gola entro la quale scorre il fiume, che quando la percorri a piedi senti un brivido che ti passa per la schiena,.sarà anche la vicinanza del cimitero un centinaio di metri più a nord e sarà anche la vicinanza a mbari i vashsave che, in linea d’aria si trova a due o trecento metri sempre in direzione soprana. Chissa che sarà.

Sappiamo per certo che Bitri era un nobile albanese che, dopo l’insediamento nel territorio di Marri, siamo un popolo di emigranti, fu ucciso barbaramente da alcuni briganti per impossessarsi dei suoi averi. L’operazione non ebbe successo perché il suo tesoro era stato nascosto molto bene e i briganti non riuscirono a cavare dall'ignobile impresa nemmeno un quattrino.

L’omicidio fu compiuto proprio vicino ad una fonte.

La moglie di Bitro, nei giorni successivi a quelli dell’omicidio fece sistemare meglio l’aria e, dove sgorgava una sorgente di acqua, sistemò tutta l’area prospiciente. Corresse il corso della sorgente, costruì una fontana perché i viandanti, durante le calure estive, potessero ristorarsi all'ombra degli alberi. Con la fresca e salutare acqua per ricordarsi di quell'uomo, buon padre di famiglia, barbaramente ucciso per la cupidigia di alcuni balordi. Ecco quindi la fontana di Bitro

C’è chi asserisce che prima che arrivasse il progresso e cioè l’illuminazione pubblica qualcuno abbia visto presenze inquietanti durante le notti invernali, non ne siamo certi, da parte nostra non appena si verificherà una sospensione della pubblica illuminazione, ci recheremo sul posto, verificheremo e riferiremo.

Godiamoci la vita!

giovedì 19 aprile 2012

Dedicato agli emigranti

Sentiamo l’esigenza di rivolgere un caloroso saluto agli emigranti. Questa nostra terra ha conosciuto varie fasi di emigrazione e anche noi di questa pagina abbiamo una certa esperienza sia diretta che indiretta. Conosciamo molto bene il fenomeno per cui oltre al saluto ci corre l’obbligo di porgere un vivo ringraziamento per quello che hanno fatto e fanno quotidianamente.

Gli emigranti rappresentano la parte più sana di una nazione, sono capaci ad andare per terre sconosciute, dove si parla un’altra lingua e dove per essere accettati bisogna per forza esprimere delle capacità.
Non è possibile esternare negatività e piangersi addosso, dare continuamente responsabilità agli altri, sarebbe necessario che ognuno si renda conto delle proprie capacità e prendersi le relative responsabilità, ma queste cose solo pochi le sanno fare e gli emigrati tutti rientrano in questa categoria.
Negli anni si sono fatti conoscere nel mondo dando prova di grandi professionalità, carica umana che hanno fatto dell’Italia un paese stimato e rispettato.
Se anche la politica si fosse mossa con altrettanta determinazione, diremo che avremo un Paese veramente eccezionale.
Noi siamo fiduciosi che le cose si mettano per il meglio per questo rivolgiamo un accorato appello a tutte le persone capaci a prendersi le dovute responsabilità e dare un forte impulso alle istituzioni.
Facciamo finta di essere emigrati almeno per un giorno solo. Un modo anche risolvere il debito pubblico!